Maramures, un luogo storico dove le chiese sono costruite in legno ad incastro, senza l’uso di chiodi, dove su alcune strade si possono ancora vedere carri trainati da cavalli o da forti bufali, e dove antichi riti pagani si intrecciano alle celebrazioni religiose. Qui la gente, per lo più contadini e artigiani, è ancora profondamente legata alle tradizioni e ai riti di un tempo.
Gli anziani centenari, quei pochi rimasti, accolgono i turisti nelle loro case a braccia aperte, mostrando con orgoglio e dignità la parte più autentica della loro vita attraverso racconti di tempi difficili. Aprono le porte delle loro abitazioni, decorate all’interno con tappeti e stuoie dai colori sgargianti, frutto del lavoro paziente delle donne di casa.
La Pasqua, per i cristiani ortodossi, è il periodo più importante dell’anno liturgico: celebra la resurrezione del Signore, che coincide con il risveglio della natura e invita al raccoglimento e al rinnovamento. In Romania e, in particolare, nel Maramureș, è una festa molto sentita, vissuta con intensità e arricchita da numerosi riti e usanze. Durante la Settimana Santa si svolgono le celebrazioni più solenni: il Giovedì Santo vengono letti i dodici Vangeli, uno per ogni ora del giorno, mentre il Sabato Santo, la sera, tutta la comunità partecipa alla processione che culmina con la suggestiva messa di mezzanotte. Durante la celebrazione, il sacerdote (pope) bussa tre volte alla porta principale della chiesa per annunciare la resurrezione di Cristo, mentre i fedeli tengono in mano candele che devono essere riportate a casa senza spegnersi, come simbolo di buona fortuna.
Nella Settimana Santa della Pasqua ortodossa, in ogni casa si preparano le pietanze tradizionali che verranno poi portate in chiesa la domenica mattina per essere benedette durante la Santa Messa di Pasqua. Tra queste spiccano le uova decorate a mano, i dolci tipici come il cozonac, la pasca (una torta a base di formaggio dolce) e, naturalmente, l’agnello accompagnato da vino rosso.
Il Maramures offre uno stile di vita che nei paesi dell’Occidente è scomparso da oltre un secolo. La gente del posto è molto accogliente e vige ancora l’usanza di salutare anche chi non si conosce per strada.